. PRO-GETTARE
26 set 2012

PRO-GETTARE

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XO:Sgabello ispirato all’archetipo della seduta con setti in vari materiali (acciaio, legno, vetro, marmo)

Designer :Massimo Duroni

Progettare…PRO-GETTARE…una parola che utilizzo costantemente, un concetto in cui credo fermamente, ma non mi ero mai soffermata a riflettere sulla composizione di questa parola…GETTARE AVANTI…SPINGERSI IN AVANTI…ma avanti dove?Non importa dove, l’importante è andare sempre un pò più in là,non limitarsi al “possibile e permesso” ma inventare, reinterpretare, proporre novità e stupire…fare sempre qualcosa in più.

E’ un concetto bellissimo legato alla mia professione, è un valore aggiunto ed è meraviglioso sapere che in pochi hanno questa capacità.

Sono solo al terzo giorno di master e le mie visioni si sono spalancate, è una sensazione difficile da spiegare ma è come quando per un’emozione ci si sente accelerare il battito del cuore, così, in questo contesto,sembra di sentire il frastuono dei neuroni che si muovono come pazzi nel cervello!
Gli stimoli sono infiniti, persone , esperienze, nomi, immagini,luoghi, concetti,domande,riflessioni, oggetti, materie…vorrei fare di più, vorrei fare quel viaggio,vorrei vedere quel locale o quell’architettura…sicuramente non tutto si può fare, e quindi avere la possibilità, tramite persone che ti portano testimonianze,esperienze, considerazioni personali, documentazioni, bibliografie, è ORO!

Non si può negare che rimanere troppo concentrati e mentalmente attaccati ad un luogo, ad una cerchia di persone e ad un modo di operare, limiti l’immaginazione, il cervello si abitua in fretta alle condizioni in cui si trova.
Immergersi per un periodo in una realtà così estremizzata, così pulsante e viva, alimenta la curiosità, apre gli orizzonti, mette in dubbio degli stereotipi,ti fa intravedere il meglio e sicuramente spinge a voler dare il meglio.

La mia professione, che condivido con tantissimi colleghi, è davvero unica e meravigliosa, nei confronti tra di noi emerge che la paura più grande per tutti è legata all’incomprensione del VALORE di questo appassionante ma complesso lavoro…

C’è chi ha paure legate ai pagamenti, chi al rischio che “pesci più grossi” possano rubare le proprie idee…ed è triste se pensiamo che la creatività è uno dei motori che muove l’Italia e la rende un’eccellenza in tanti settori.

Il nostro è un lavoro che essendo visto come “bello”, fa pensare che tutti potrebbero farlo,ma così non è, ci vogliono competenze, studi, aggiornamenti, fantasia e cratività(che non in tutti sono così scontate),passione,dedizione, voglia di sperimentare…ma è anche vero che, se i committenti non comprendono in pieno e non apprezzano il valore di questa professione, i designer faranno sempre molta fatica a dare il 100% delle loro capacità, e così, meravigliosi progetti che potrebbero nascere, rimarranno un’idea nella loro testa!!

Per cui faccio un appello a futuri e possibili committenti: ABBIATE FIDUCIA E SIATE APERTI!!

In fondo un Interior Designer vive per poter vedere la propria idea realizzata,segue i processi costruttivi come la crescita di un bimbo,e attende trepidante la conclusione dei lavori, con l’ansia che tutto infine sia come lo aveva immaginato….proprio come se fosse una parte di sè.

Ora riguardo gli appunti per rimettere in ordine le idee,lo spunto del titolo l’ho preso da un concetto espresso da un cretivo straordinario, un vulcano che è apparso oggi in aula!

http://www.massimoduroni.it/

 

 

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